È stata pubblicata in G.U. la L. 14 luglio 2023, n. 93 con disposizioni per la prevenzione e la repressione della diffusione illecita di contenuti tutelati dal diritto d’autore mediante le reti di comunicazione elettronica. L’approvazione in seconda lettura è avvenuta all’unanimità senza l’introduzione di alcuna modifica, seguito dalla firma del Presidente Mattarella e dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il provvedimento sulla tutela del diritto d’autore punta a sanzionare e prevenire il problema della fruizione illegale e della diffusione illecita di contenuti audiovisivi tutelati dal diritto d’autore e dei diritti connessi.
Viene introdotta una nuova fattispecie penale: chiunque abusivamente esegua la fissazione su supporto digitale audio-video in tutto o in parte di un’opera cinematografica audiovisivo-editoriale, ovvero effettui la riproduzione, l’esecuzione e la comunicazione al pubblico della fissazione abusivamente eseguita, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni con una multa di euro 2.582 o euro 15.493. All’Agcom il potere di ordinare ai prestatori di servizi di disabilitare l’accesso ai contenuti diffusi illegalmente attraverso l’immediato blocco del dominio.
Viene prevista l’introduzione di una sanzione amministrativa e della sanzione accessoria della confisca per le condotte di chi mette a disposizione, con qualsiasi procedimento, opere e materiali protetti.
È stato poi ulteriormente novellato l’articolo 174 ter della legge sul diritto d’autore, per un aumento della pena se il fatto grave riguarda opere o materiali in grande quantità. All’articolo 4, si introduce una modifica alla legge sul diritto d’autore per consentire all’autorità giudiziaria anche il sequestro preventivo e la confisca dei proventi.
Il provvedimento inoltre conferisce all’Agcom un ruolo rafforzato. A fronte della segnalazione dei titolari dei diritti l’Agcom ha il potere di ordinare ai prestatori di servizi , con intervento “tempestivo” entro 30 minuti, l’immediato oscuramento del sito che trasmette illegalmente il contenuto. L’Agcom poi trasmetterà alla procura della Repubblica l’elenco dei provvedimenti di disabilitazione dell’accesso ai contenuti